la fortuna per gli antichi Greci e Romani era un misto tra eventi nefasti ed eventi positivi, il cosiddetto “fato” che decideva e per imortanza era collocato addirittura sopra Zeus/Giove. Il fato era per loro una forza soprannaturale e completamente svincolata da ogni volontà. In effetti anch’io credo in questo concetto:secondo me la fortuna è slegata da tutto, secondo me è un valore in sè che non rispetta la volontà di nessuno e non accontenta nessuno ma semplicemente vola da persona a persona accontentando tutti ma allo stesso tempo nessuno. Chi in un settore chi un altro tutti vengo toccati dalla fortuna, sta alla persona toccata la scelta di cogliere la palla al balzo o aspettare qualcosa di meglio, certo è chhe mentre noi aspettiamo lei si posa su qualcun altro e chissà che da noi decida di non tornare mai più. Non possiamo comandasrla ma soltanto raccoglierne i frùutti e sperare che torni a trovarci. Lei è un ospite indiscreto che non disturba ma si fa percepire proprio quando siamo all’apice della sua onda e percepiamo l’ebrezza del vuoto, eccitante ma spaventoso.

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