Ogni giorno postiamo e condividiamo migliaia di informazioni su di noi, a cui tutti possono accedere. Posticipo, che frequento un istituto tecnico informatico. Non sono un hacker o un cracker, o come li volete chiamare, ma qualche trucchetto l’ho imparato. Ai nostri professori sta molto a cuore l’open source e la sicurezza informatica così già da subito hanno cercato di insegnarci ad usare adeguatamente i social network e altri mezzi di telecomunicazione digitale. Invece i miei amici che hanno scelto altre scuole come per esempio i licei, non danno tanta importanza alle informazioni che postano, si registrano a tutti i siti possibili ed ecc.… A me non dà fastidio, diciamoci la verità, più problemi ci sono riguardo alla sicurezza informatica, più lavoro ci sarà per me in futuro (questo non ve lo dirà nessuno ma è la verità). Quello che mi spaventa sempre di più invece sono i siti che ogni giorno diventano più avidi di informazioni, ormai dare il proprio numero di telefono e il codice fiscale è la regola. Per saltare queste opzioni i procedimenti diventano sempre più tortuosi e le richieste future sempre più assillanti, è il caso di facebook che da giorni mi chiede di aggiungere un numero di cellulare come garanzia, che io ovviamente non voglio dare. Per saltare definitivamente queste operazioni ormai bisogna dare un numero di cellulare falso. Bisognerebbe estendere il diritto all’ oblio anche sulle foto, per renderle non accessibile almeno alla stragrande maggioranza (tutto quello che è stato condiviso con internet rimane salvato in qualche server per possibili usi futuri). Prima ho parlato dei miei coetanei ma riscontro il medesimo problema anche in persone di una certa età, che dovrebbero essere più coscienziose. Probabilmente la causa è la troppo poca informatizzazione delle persone sui rischi.
Bisognerebbe aumentare e migliorare la qualità delle ore di informatica nelle scuole, perché solo conoscendo a fondo la scatola nera che abbiamo davanti a noi possiamo valutarne i rischi e i pericoli.

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