15 novembre 2022: è la data in cui, secondo gli studi e la proiezione dei dati dell’ONU, la Terra ha raggiunto 8 miliardi di abitanti. Questo giorno, di una grande importanza storica, si traduce sia in nuove sfide da affrontare che in forti speranze da nutrire. La necessità di queste ultime è data dal fatto che il mondo – in seguito al boom demografico del ‘900 – sembra ora calarsi in una situazione caratterizzata dal rallentamento delle nascite, specialmente nel contesto europeo.

Come anticipato, questo numero importante cela delle problematiche dietro di sé. Anzitutto, si può affermare che attualmente non esiste una distribuzione uniforme di individui sulla Terra: più di 4 miliardi di persone vivono, infatti, in soli 7 paesi, primi tra i quali Cina e India.
Un altro problema cruciale è rappresentato dalla domanda globale di cibo, che aumenterà del 70% entro il 2050, generando così un forte rischio di carenza alimentare, che peserà in particolar modo sui paesi più arretrati. Ma i sintomi di un’accentuata disuguaglianza si configurano anche su un piano prettamente economico. In tal senso, durante gli anni di pandemia, 163 milioni di persone sono cadute in uno stato di povertà, mentre i dieci uomini più ricchi al mondo hanno raddoppiato i loro patrimoni. Il mondo “spaccato” che ne deriva rappresenta, quindi, un profondo paradosso, in virtù delle immense possibilità che la Terra sarebbe in grado di elargire a tutta l’umanità, che, peraltro, si ritrova ora schiacciata da ulteriori conflitti di matrice politica e ideologica. A tal proposito, il filosofo tedesco illuminista Immanuel Kant (1724-1804) aveva già evidenziato la necessità di costruire un’umanità pacificata in un “noi” inclusivo, esponendo nell’opera Per la pace perpetua (1795) un modello di solidarietà tra nazioni e individui, i quali oggi ammontano addirittura a 8 miliardi.

D’altro canto, questo traguardo è velato da grandi speranze. In fin dei conti, 8 miliardi di persone equivalgono a 8 miliardi di cuori, menti, idee, potenzialità e sogni. L’infinità di queste possibilità è espressa con efficacia dall’UNFPA (United Nations Population Fund), e specificamente dal progetto #8BillionStrong, che racconta precisamente questi valori, queste speranze, che si propongono di combattere le diverse brutture –  tra cui violenza, conflitti, discriminazioni e crisi climatica – che permeano la realtà.

In definitiva, essere 8 miliardi di essere umani non è un’impresa semplice: ad onta delle sue risorse, il mondo risulta, infatti, paradossalmente frammentato. Di fronte alle molteplici sfide da affrontare, occorre dunque comprendere e valorizzare la meravigliosa diversità a cui 8 miliardi di persone sono in grado di dare vita, unitamente a speranze e sogni, per cui combattere insieme. 

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