“Un piccolo passo per l’uomo, ma un gigantesco balzo per l’umanità”: è una delle frasi più famose al mondo, pronunciata da Neil Armstrong, astronauta statunitense,  il 20 Luglio 1969. Insieme al compagno Buzz Aldrin furono i primi due uomini nella storia a sbarcare sul suolo lunare e altri entro qualche anno potrebbero essercene a far riecheggiare quelle celebri parole. Era previsto infatti che un nuovo lancio verso la Luna, chiamato dalla Nasa Artemis, si realizzasse nell’agosto del 2024, ma per problemi tecnici è stato rimandato di un anno. Invece di considerare questo rinvio come una misura oggettiva e prudenziale per non correre il rischio di un tragico fallimento, i soliti dietrologi hanno riproposto il vecchio sospetto che l’allunaggio del 1969 sia stata una bufala architettata dagli Stati Uniti. Possibile, a loro dire, che esistano oggi difficoltà tali al lancio di un nuovo razzo, se erano state superate già cinquant’anni fa? Possibile che in tanto tempo da allora non si siano comunque risolte con la tecnologia tanto più progredita oggi? Non si tratta però di riproporre la stessa missione: oggi l’obiettivo non è solamente lo sbarco sul suolo lunare e per poi immediatamente tornare indietro, bensì sarebbe quello di imparare a mantenere una presenza umana nello spazio profondo per un lungo periodo; la creazione di un “campo base” sulla Luna fa parte del piano che gli astronauti possano rimanere sulla superficie lunare fino a due mesi. In questa prospettiva su più lungo periodo, bando ai sospetti e tanti auguri agli astronauti e alle astronaute che con il loro coraggio si incaricheranno di questa incredibile missione che ci riavvicinerà al nostro satellite.

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