Le recenti vicende, che vedono come protagonisti diretti la Russia e l’Ucraina e come partecipanti indiretti tutti gli altri Stati del Mondo, portano necessariamente, vista la portata del conflitto e le sue conseguenze, ogni Governo a schierarsi. Come si è visto dalle votazioni del Onu, solamente 6 nazioni non approvano la dichiarazione secondo la quale l’invasione perpetrata dalla Russia sia categoricamente condannata. In questo scenario sono presenti anche degli astenuti e non tutti coloro che hanno approvato la dichiarazione manderanno aiuti in Ucraina. Ovviamente quest’ultima ricerca degli aiuti di qualsiasi tipo ovunque può e soprattutto ai suoi vicini, quindi l’Europa. siamo tenuti a rispondere all’appello e come si è visto, abbiamo risposto positivamente inviando armi avanzate, oltre ad attrezzatura medica, logistica e beni di prima necessità. Non solo l’Italia ha risposto positivamente e alcuni Stati, oltre ad inviare armi ed equipaggiamento, hanno deciso di alzare la percentuale di Pil utilizzato per le spese militari. Ora, posto che la guerra non conviene a nessuno economicamente, in qualche modo bisogna finirla e si deve cercare di farla finire nel modo più conveniente possibile. L’invio delle armi di certo non servirà all’Ucraina per compiere un contrattacco su larga scala ed entrare in Russia fino a Mosca per annetterla, bensì per farla resistere il più possibile, affinché l’aggressore desista da questa folle impresa. Difatti la maggior parte degli armamenti inviati sono missili antiaerei di tipo stinger e proiettili. Di certo può far storcere il naso l’utilizzo di armi, così come il loro invio, ma bisogna essere pragmatici e pensare che non è tollerabile un comportamento del genere da parte di uno Stato sovrano, contro uno Stato sovrano, i quali sono molto vicini a noi. Si dovrebbe trarre vantaggio da questa situazione uscendone più forti e, per quanto la diplomazia e i compromessi siano sempre la scelta migliore, dimostrare che esistono delle regole internazionali che non possono essere trascurate. Inoltre, come dicevano i latini “Si vis pacem, para bellum”, che tradotto in termini moderni non significa che bisogna preparare le armi per sembrare il più minaccioso e inattaccabile. Gli eserciti delle Democrazie moderne sono i difensori di queste ultime e delle loro Repubbliche, uno Stato senza esercito non riuscirebbe ad esistere. Adesso poniamo questa visione in uno scenario più grande, l’Unione Europea. Questo attacco della Russia può essere facilmente interpretato come un attacco all’Unione anche se indiretto, perché il motivo per il quale è cominciata la guerra potrebbe essere rivolto a qualsiasi Stato che ha vissuto la Guerra Fredda sotto l’Urss. Quindi se non si vuole rispettare la libertà di uno Stato di compiere le sue scelte allora bisogna dimostrare che non viene tollerata un’aggressione di nessun tipo, e purtroppo si fa investendo negli eserciti, nonostante entrino in azione per ultimi. Siamo tutti pacifisti, nessuno che abbia studiato la storia almeno fino alla terza media può pensare alla guerra come metodo risolutivo, ma purtroppo, siccome l’essere umano è caratterizzato da una breve memoria, il momento in cui avverrà un disarmo totale è ben lontano.

 

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