Contemporaneamente alle sanzioni finanziarie e individuali che vedono come obiettivo il mettere in ginocchio l’economia russa, i Paesi dell’UE forniscono anche un consistente aiuto militare allo stato attaccato. Le opinioni della gente sono molteplici: c’è chi ritiene giusto far entrare l’Ucraina nell’UE, con una conseguente e folle dichiarazione di guerra verso la Russia, e chi invece apprezza maggiormente la cautela che la NATO sta mantenendo. Effettivamente, le misure restrittive per ora imposte sembrano aver già sortito l’effetto sperato, e la cocciutaggine di Putin nel voler stipulare un futuro ma inevitabile trattato di pace in una posizione di vantaggio sta distruggendo le risorse economiche del suo Paese. Gli aiuti verso l’Ucraina che vedono d’accordo tutti sono quindi altri, aiuti ricolmi di un senso di solidarietà e rispetto verso persone senza più una casa o un posto dove andare. I cittadini ucraini e le persone che hanno fatto dell’Ucraina la loro casa, così come i loro familiari sfollati dal conflitto, avranno diritto alla protezione in tutta l’UE. Essa comprende diritti di residenza, accesso al mercato del lavoro secondo le politiche del mercato del lavoro degli stati membri, accesso all’alloggio, assistenza medica o di altro tipo, tutela legale a bambini e adolescenti non accompagnati e accesso all’istruzione… Insomma, un’assistenza umanitaria organizzata in maniera ottima come non se ne erano mai viste nella storia la quale agisce in maniera parallela a un’assistenza diretta all’Ucraina: per la prima volta nella sua storia l’UE sta usando il bilancio europeo – 500 milioni di euro dal Fondo Europeo per la Pace – per acquistare e consegnare armi a un paese che è sotto attacco.

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