Le ultime rilevazioni sulla popolazione disegnano l’Italia come un paese in pieno allarme demografico. I dati forniti dall’Istat  mostrano un numero di nascite pari a 400mila, e rappresenta oggi il minimo storico dai tempi dell’Unità. Il tasso di nascita non riguarda solo la popolazione italiana ma anche quella degli immigrati. Per quanto sia sempre difficile isolare un nesso causale, vari autori hanno già messo in evidenza i potenziali effetti di una intensa e prolungata contrazione dell’economia italiana su natalità, matrimoni e uscita di casa. La pandemia ha sì influito ma solo negli ultimi due anni. Il fenomeno della contrazione delle nascite è cominciato da oltre dieci anni.

La minore disponibilità di lavoro e di reddito per i giovani italiani comporta evidenti difficoltà nell’affrontare i costi del processo di acquisizione dell’autonomia abitativa e della formazione familiare. Il protrarsi di queste condizioni avverse ha anche ripercussioni psicologiche, modificando le aspettative degli individui, aumentando il loro senso di insicurezza e la sfiducia verso il futuro. 

Lo stato per arginare l’inverno demografico aumenta l’assegno unico, incentiva le aziende che promuovono un welfare aziendale affinché sia realizzabile il rapporto lavoro e famiglia. 

Nicola Mancini, Gabriel Sanchez 5° F, IPIA, Casoli

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