La relazione tra la sfera politica e la Generazione Z è ancora oggi, nonostante i consistenti progressi tecnologici per incentivarla, complicata e combattuta. La prima sembra spesso non essere capace di guadagnarsi un briciolo di fiducia dalle ultime generazioni, mentre queste esercitano comunque pigrizia, scarsa tendenza ad informarsi e interessarsi. Il 28% dei più giovani trascura completamente la sfera politica, mentre la mancanza di partecipazione nei confronti dei temi politici riguarda addirittura il 30% dei cittadini compresi tra i 18 ed i 34 anni, mentre sfiora il 50% tra quelli con l’età compresa tra i 14 e i 18 anni. Questo fenomeno, inoltre, non avviene solo in Italia: uno scioccante impatto sui numeri dei cittadini europei recatisi alle urne ci fa riflettere molto su come la Generazione Z guarda con scarso interesse la sfera politica, e di come sia evidente lo stacco tra essa (con Generazione Z si intende nominare tutti quelli nati dopo il 1996) e i Millennials, nati dopo il 1980. I secondi infatti sono molto più incentivati a votare, al contrario dei primi i quali hanno trascurato il voto in massa (appena il 43% affluisce alle urne). Per eliminare questo processo altamente negativo occorre perciò attuare delle iniziative che coinvolgano soprattutto attivamente i giovani nel dibattito politico, iniziative che darebbero un sostegno fondamentale per ribadire la centralità delle nuove generazioni per il futuro del paese.

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