La politica è sempre stato un argomento complesso, per alcuni addirittura noioso, a tratti incomprensibile, ma fondamentale per la crescita e il progresso di una società che ogni giorno è posta di fronte a sfide in ogni ambito, che sia esso sociale o lavorativo.

La generazione Z, quella dei nati dal 1996 al 2010, viene etichettata come una generazione particolarmente distaccata dalla politica rispetto alle generazioni precedenti, una generazione pigra che orbita solo intorno agli smartphone e ai social. Ma è davvero così?

Negli ultimi anni sono successe innumerevoli cose che hanno modificato la visione del mondo di tutti noi, ma per i giovani in particolare è stato un momento complesso da capire e da vivere, poiché spesso si sono visti privati di libertà fino a quel momento date per scontate. Si sente spesso dire che il rapporto tra giovani e politica ha subito dei cambiamenti drastici negli anni, dovuti forse anche all’avvento dei social e alla disinformazione che talvolta si crea da essi. Tuttavia oggi i social stanno diventando un importantissimo mezzo di comunicazione in ogni ambito, perché quindi non partire da questi per cercare di coinvolgere di più i giovani? La verità nascosta è che spesso i giovani non si sentono rappresentati da chi ci governa, sostenendo una protesta silenziosa rispetto a una società estranea, che non sembra tener conto dei loro sogni e bisogni. Eppure sono proprio i giovani d’oggi che hanno in mano il loro domani, ed hanno il diritto di essere rappresentati doverosamente e di poter esprimere le loro idee a leader politici che li ascoltino e che sappiano cogliere il meglio dai loro suggerimenti. Si potrebbe partire proprio dai social, promuovendo tramite essi iniziative, comizi e attività che possano avvicinare i giovani al mondo della politica e che possano dare una nuova luce a quest’ultima agli occhi dei politici di domani.

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