Gli astronauti raggiungono la rampa di lancio, nubi di propellente impregnano l’aria, le comunicazioni in diretta divengono poco nitide dato il surriscaldamento dei motori e un miscuglio di tensione ed eccitazione sovrasta le altre emozioni. Tutto è sotto controllo: parte il conto alla rovescia che in un intenso “5…, 4…, 3…, 2…, 1…” scandisce la partenza del veicolo spaziale verso territori sconfinati. Ciò che sembrava colossale diventa in pochi istanti sempre più piccolo, fino a scomparire sotto i nostri occhi.
Il lancio spaziale è un evento che emoziona tutti, dagli abitanti dell’emisfero boreale a coloro che vivono nelle regioni australi, dagli esperti di astronomia a chi osserva le stelle solo nella notte estiva di San Lorenzo. La sua progettazione richiede molto tempo e un dispendio economico ed energetico non indifferente, tra la costruzione del vettore, la dispersione di combustibili inquinanti su larga scala e l’addestramento dei cosmonauti.
Ciò nonostante, con il progresso tecnologico e il contributo economico di privati, si prevedono possibili future spedizioni nel calendario dell’anno corrente. La natura di sempre più missioni non è legata unicamente alla ricerca e agli studi che possano approfondire quanto ancora è ignoto, ma anche a pure finalità turistiche. Sarà il 2022 a inaugurare, quindi, l’era delle gite nello spazio?
Diverse sono le iniziative in merito a questo nuovo servizio, ma viaggiare all’infuori dell’orbita terrestre resta un’esperienza ancora elitaria, dal costo di decine di milioni di euro. Tra i privilegiati, infatti, sta l’uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos, il proprietario di Amazon, che lo scorso 21 settembre è salito a bordo della navicella New Shepard targata Blue Origin, insieme a due accompagnatori appartenenti a generazioni diverse. Il diciottenne Oliver Daemen e l’ottantenne Mark Bezos, fratello dell’ultramiliardario, hanno così dimostrato che l’età non è un fattore limitante per la sicura escursione fuori dal nostro pianeta. Dal canto suo, il magnate americano ritiene di aver contribuito ad un cambiamento epocale nei viaggi spaziali, ma è stato invece criticato per una scelta che pare decontestualizzata rispetto alle contemporanee crisi pandemica e ambientale. Forse non è il momento per rinnovare la spinta ad esplorazioni audaci di un Ulisse redivivo!

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