Così come accade dalla Prima Era spaziale, che vede gli Stati Uniti e L’Urss concorrere nella corsa allo spazio, le grandi potenze sono sempre alla ricerca di nuove scoperte in campo spaziale, tanto che questo fenomeno, è entrato di diritto a far parte della nostra società e della nostra cultura di esseri umani. Ciò che da millenni si vede alzando la testa e osservando agli astri è diventato argomento di importanti discussioni scientifiche che, considerata la giovinezza di questa ricerca, avrà ancora molto da darci. Di certo il 2021 è stato un anno ricco di operazioni, basti annoverare il secondo drone della Nasa Perseverance, che è atterrato su Marte nel febbraio del 2021 seguendo il suo fratello maggiore Curiosity, e l’inizio del fenomeno del turismo spaziale, che vede numerose multinazionali portare fuori dall’atmosfera turisti molto abbienti che vogliono provare l’esperienza. Il 2022 sarà anch’esso un anno molto prolifico. Sono programmate 10 missioni private sulla luna, numerosi lanci per provare le nuove tecnologie nella logistica, la sperimentazione di razzi con capacità di riutilizzo,  l’inizio dell’operazione Artemis della Nasa che riporterà l’uomo sulla Luna entro il 2025 e la missione Dart, iniziata nel 2021, che tenterà di spostare un asteroide dalla sua traiettoria aprendo la strada a possibili soluzioni in caso di minacce di impatti contro il nostro pianeta e     alla ricerca di materiale extraterrestre. L’Italia in questo settore svolge un ruolo chiave, numerose aziende italiane sono leader nel settore, soprattutto per quanto riguarda la fabbricazione dei moduli della stazione spaziale ISS e delle navi spaziali. A portare la nostra bandiera tra le stelle troviamo Samantha Cristoforetti che quest’anno sarà la Comandante della ISS. A collaborare con le grandi associazioni governative troviamo le grandi multinazionale, le quali sempre più investono in questo tipo di business e lavorano come subappaltatori delle grandi associazioni che affidano loro lavori onerosi. Seppur molto dispendiosa, la ricerca spaziale è l’unico modo che la nostra specie ha di sopravvivere e di evolvere, per non parlare di tutti i benefici che porta negli altri campi, per esempio in quello medico, tecnologico o meccanico. Ora come per la sopravvivenza sulla Terra è necessario che ogni Paese collabori con gli altri per una convivenza ottimale per tutti ed evitare delle catastrofi, come già successo in passato, ecco che è necessario allo stesso modo collaborare nelle missioni spaziali ed imparare ad avere una visione più ampia dell’umanità, che non vede più la Terra come insieme di terre emerse ed acque da contendersi tra varie organizzazioni politiche discordi tra loro, bensì come la nostra prima casa, che ci consentirà di spiccare il volo, di certo senza abbandonarla. Seguendo questa visione potrebbero risolversi numerosi problemi tra cui la crisi ambientale e le dure problematiche diplomatiche che stanno venendo fuori ultimamente. Mi auguro che questa concezione entri nella nostra società entro un paio di generazioni e che i filantropi che investono nella vita dell’uomo su altri pianeti vedano i loro sogni realizzarsi.

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