È ufficiale: l’ultramiliardario Mark Zuckerberg, alle prese con il suo nuovo progetto, è pronto a cambiare il mondo. Glielo si legge in faccia, o più precisamente nello sguardo del suo avatar personale, mediante il quale in breve tempo potrà accedere ad una nuova dimensione virtuale.  Metaverso è il nome del suo programma, quattro sillabe che racchiudono un concetto tanto complesso quanto distopico e surreale. L’imprenditore statunitense, nonché fondatore di Facebook, di Instagram e di WhatsApp, ha recentemente sorpreso molti con la rivelazione della sua prossima scommessa: la creazione di un contesto al di fuori della realtà, dove gli utenti possano vivere, socializzare e monetizzare contenuti intangibili. Rappresentato graficamente, a ognuno sarà garantita la possibilità di addentrarsi nell’universo da cui fino ad oggi siamo stati sempre separati dagli schermi luminosi dei nostri dispositivi elettronici. “Cose dell’altro mondo” penseremo, annebbiati dall’inesatta convinzione che tutto ciò non possa avere alcun collegamento con la realtà odierna. Tuttavia, la determinazione da vendere di Zuckerberg, come dimostrato in passato, potrà incidere in positivo nel raggiungimento del suo obiettivo e materializzare tutto quello che attualmente sembra inverosimile. Il Metaverso non sarà solo una nuova modalità di contatto con amici e una possibilità di vita nella virtual reality, bensì una esperienza di “teletrasporto” in diversi contesti. Il risultato? Un’ibridazione tra il mondo concreto e la tecnologia.
Il dibattito che si sta sviluppando contrappone timori ed entusiasmi: pur potendo contribuire al progresso scientifico e tecnologico, la realtà digitale rischia di recare danni ad una collettività che, al posto del necessario distacco dai social, sarà non più solo on-line ma anche “in-line”. Che si tratti di un sogno o di un incubo, è importante essere preparati, con le cinture ben allacciate, ad un viaggio di sola andata per tanti aspiranti viaggiatori virtuali.

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