Grida, acclamazioni e applausi hanno accolto il discorso di Greta Thunberg, che smonta tutto quello che in queste settimane è sembrato essere il giro di boa risolutivo per la nostra società. “I leader non stanno facendo nulla: il loro obiettivo principale si conferma essere la continua ed estenuante lotta per lo status quo”, ha ribadito la giovanissima attivista svedese.
Le sue lamentele sono rivolte alle decisioni prese dai vertici politici partecipanti alla Cop26, la ventiseiesima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. I rappresentanti di ogni stato si sono radunati a Glasgow lo scorso 31 ottobre al fine di discutere sulla questione ambientale e numerosi mutamenti saranno frutto proprio delle loro iniziative. Ad una settimana dall’avvio dell’incontro, però, i veri passi avanti sembrano limitati da incombenti false promesse e da un interesse generale di facciata, di cui è evidente segnale l’atteggiamento di due fondamentali paesi asiatici, responsabili di alti livelli di inquinamento: l’India intende raggiungere le emissioni zero solo nel 2070, la Cina non si impegna a monitorare la combustione di carbonio, mentre l’aria di sempre più sue metropoli sta divenendo irrespirabile.
Sono risultati sconfortanti, forieri di tensioni sintetizzabili nella cosiddetta “ansia climatica” che affligge i sempre più numerosi cittadini che rabbrividiscono al pensiero dei probabili disastri futuri, ben consapevoli di tutto ciò a cui può condurre il cambiamento climatico. Ciò nonostante, è importante affrontare il problema, considerando tutte le iniziative con le quali, nel nostro piccolo, possiamo intervenire sul riscaldamento globale. Per salvaguardare la salute del nostro pianeta, è necessario innescare un mutamento nel sistema e adottare delle corrette abitudini. Bloccare il flusso dell’acqua quando ci laviamo i denti, utilizzare i mezzi pubblici o che non emettano combustibili fossili, fare la spesa a chilometro zero e riciclare sono solo alcuni esempi. Mentre attendiamo le decisioni che bollono in pentola tra i partecipanti della Cop26, rivoluzionare la nostra mentalità può contribuire a ridurre la posta in gioco.

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