Il “passato prossimo” ha visto la nostra popolazione moltiplicarsi, in quanto un grande numero di immigrati è sbarcato sulle nostre coste. 

Le condizioni dei migranti e le difficoltà dei “Border States” sono state per lungo tempo insostenibili. Eppure, attualmente non ne parla nessuno. Neanche le Istituzioni! 

Nel 2015, sono arrivati in Europa, via mare, 894mila migranti di cui 747mila sbarcati in Grecia, 144mila in Italia e circa tremila in Spagna: ci lascia senza parole, a tal proposito, la distanza quantitativa sul numero di sbarchi tra il 2014 e il 2015: le 220mila persone sbarcate in tutto nel 2014 sono, infatti, un dato che si commenta da sé. 

Indubbiamente, la terribile pandemia, che stiamo tuttora affrontando, ha provocato un forte crollo dei flussi migratori.

Il fenomeno “migrazione”, invece, è stato, prima del Covid19, l’argomento centrale delle cronache. Quanti i casi di giornalisti che hanno strumentalizzato la sofferenza umana, pur di occupare le prime pagine delle testate giornalistiche! 

Ma ora, i responsabili dei centri di accoglienza, che siano CAS (centri accoglienza straordinari) o SAI (sistemi di accoglienza ed integrazione, strutturati dal governo Salvini) hanno toccato con mano il notevole cambiamento che ha investito le strutture, per la maggior parte chiuse o semi-vuote.

Inoltre, c’è da far chiarezza su un altro dilemma politico italiano, ossia quello economico.

Il Paese, a causa della sua posizione marginale rispetto alla dimensione finanziaria europea, non riuscendo ad arginare i problemi economici, ha individuato nell’arrivo smisurato di migranti il capro espiatorio della crisi. Ma, non dimentichiamo che i flussi migratori hanno sempre interessato l’Italia, indipendentemente dalle crisi economiche. Quella attuale, peraltro, è connessa con l’emergenza sanitaria e pandemica. 

Così, con l’arrivo del Covid-19, l’immigrazione ha smesso di essere il tema dominante e l’attenzione si è spostata su un caso di portata mondiale.

Anche il Ministero dell’Interno, che si occupa proprio di immigrazione e concessione di diritto di asilo, non ha avuto più di cosa parlare…insomma cronaca che non ha fatto più cronaca!

Ovviamente, il Governo, nell’era attuale, deve essere concentrato sulla salute del popolo e sulla ripresa economica. Ma, di certo, la pandemia ha sensibilizzato l’opinione pubblica sul valore della vita di tutti e ci ha resi più umani e solidali. Il rovescio della medaglia, allora, potrebbe proprio essere l’indebolimento, o magari la fine, della discriminazione e del rifiuto dell’altro.

La pandemia, infatti, ha dimostrato che, in fondo, siamo “tutti sulla stessa barca”! 

         …in collaborazione con mio padre, Robert Founaboui, responsabile

          di un centro d’accoglienza dell’associazione “Dalla parte degli ultimi” 

          (ONLUS).

 

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