Ogni anno migliaia di uomini, donne e bambini partono nel tentativo disperato di raggiungere l’Europa. Lo fanno per tanti motivi: fuggono dalla povertà, dalla persecuzione, dalla violazione dei diritti umani o dalla guerra. Finché le cause profonde di queste migrazioni forzate non saranno affrontate, i Paesi più ricchi non potranno esimersi dall’accoglierli e dal cercare di integrarli nel migliore dei modi.
E non è un problema solo europeo: nel mondo oltre 80 milioni di persone sono costrette a fuggire. Secondo Amnesty international, la pandemia ha peggiorato la già precaria situazione dei rifugiati, dei richiedenti asilo e dei migranti in molti Stati, in alcuni casi intrappolandoli in campi squallidi, escludendoli da servizi essenziali o lasciandoli abbandonati a loro stessi a causa del rafforzamento dei controlli di frontiera.
È inevitabile, quindi, che i flussi migratori ripartano e le organizzazioni internazionali hanno già pubblicato dei protocolli sanitari con l’obiettivo di proteggere sia la salute dei migranti che quella della comunità ospitante. L’accesso tempestivo alla diagnosi e alla cura delle malattie, indipendentemente dallo status giuridico, è indispensabile.
I dati del 2020 mostrano come l’infezione da SARS-CoV-2 abbia colpito più duramente gli stranieri a causa delle condizioni di vita e delle barriere di accesso all’assistenza sanitaria. Diagnosi meno tempestive, con ritardi anche di settimane, hanno portato a una maggior incidenza di ospedalizzazioni e ricoveri in terapia intensiva, soprattutto per coloro che provengono da Paesi poveri e che sono meno integrati.
La dinamica demografica pubblicata dall’ISTAT mostra a fine 2020 un calo della popolazione italiana di 384 mila unità rispetto all’inizio dell’anno: la tendenza al declino, già presente dal 2015, è stata amplificata dalla pandemia. Tra le cause principali, insieme al minimo storico di nascite e al massimo storico di decessi dall’ultimo dopoguerra, troviamo una forte riduzione dei movimenti migratori.
La ripresa degli arrivi è già iniziata ed è destinata a incrementare, quindi in questo periodo di lotta alla pandemia è ancora più importante affrontare gli arrivi senza chiacchiere e propagande politiche, ma seguendo i protocolli per la salute e favorendo la regolarizzazione e l’integrazione nel nostro Paese. Adesso conviene anche ai più egoisti.

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