La prima ondata del Covid-19 ci ha colti totalmente impreparati: all’improvviso siamo stati bruscamente trascinati in una realtà che non avevamo mai sperimentato prima. La novità di questa situazione emergenziale, che nulla aveva a che fare con la nostra quotidianità, ha generato molta paura. E, dopo un primo momento di irrazionale terrore (cha ha portato anche ad un moderno assalto ai forni manzoniano) abbiamo reagito basandoci sulle poche conoscenze ed esperienze che avevamo. Durante la seconda ondata, invece, paura ed esperienza hanno trovato un delicato equilibrio: non più terrorizzati, ma consapevoli, abbiamo agito memori degli sbagli commessi in passato. La terza ondata però, come la quarta o la quinta se mai ci saranno, vede una popolazione non più spaventata, ma quasi abituata. L’eccezionalità si sta trasformando in quotidianità. Ora, seppur assolutamente più preparati che durante le prime due ondate, siamo disincantati: consapevoli ormai che questa sciagura non terminerà a breve, siamo meno propensi a sacrificare queste giornate della nostra vita. Non ritengo si debbano biasimare i cittadini che, da troppo tempo immersi in una realtà quasi distopica, la stanno inevitabilmente trasformando in ordinaria.

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