Recentemente intervistato in tv, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha definito Putin un assassino, promettendo che il leader russo “pagherà un prezzo” per aver tentato di influenzare le elezioni presidenziali del 2020. Questo commento è arrivato tre giorni dopo la diffusione del rapporto dell’Intelligence Usa, secondo cui Putin avrebbe autorizzato le operazioni per denigrare Biden e aiutare il suo rivale Donal Trump, minando la fiducia nel processo elettorale. Anche il Fondo anti-corruzione di Navalny ha espresso il proprio parere, dichiarandosi a favore delle dichiarazioni di Biden.
Putin ha espresso la sua disapprovazione richiamando il proprio ambasciatore. È chiaro che i rapporti tra le due potenze nucleari maggiori al mondo non siano dei migliori e non sarebbe una novità visto il passato. Considerato da molti un uomo privo di iniziativa e debole, probabilmente Biden ha inteso mostrare il proprio carattere e smentire il declino degli Stati Uniti. Accusare direttamente lo storico antagonista russo ha creato scalpore e probabile condivisione, tuttavia sarebbe stato preferibile evitare certe dichiarazioni e non rendere il rapporto tra i due Stati più teso di quanto già lo fosse, in particolare in questo delicato periodo di pandemia.

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