A Mosca domina la concezione delle democrazie occidentali e, soprattutto, degli Stati Uniti, come deboli, divise e in declino. È questa l’immagine che Biden vuole cancellare, sostituendola con quella di un Paese che possa superare la pandemia e rilanciare la propria economia. Pertanto, la scelta del Presidente americano di attaccare Putin si rivela essere sia diplomatica sia finalizzata alla riaffermazione della propria immagine. L’ha fatto, però, con un linguaggio brutale e violento, definendo il suo avversario “assassino”. L’accusa mossa riguarda presunte interferenze da parte della Russia nella politica elettiva americana dell’anno appena trascorso. Tuttavia, Biden ha sottolineato, in una conferenza stampa, che “Washington può camminare e masticare il chewingum allo stesso tempo”, intendendo, di fatto, di essere comunque disposto a mantenere buoni rapporti commerciali con Putin. Certo è che i precedenti motivi di contesa tra questi due Stati sono da tenere in considerazione al fine di comprendere l’origine dell’odierna rivalità, ma, come suddetto, lo scopo ultimo di Biden è la ridefinizione dell’immagine degli USA agli occhi del mondo, pertanto alimentare la lite si rivelerebbe una scelta poco fruttuosa e i media, che presentano il presidente come un aggressore, rischiano di farlo passare per ciò che non è.

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