“Penso che Vladimir Putin sia un assassino”: con queste parole il presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden ha insultato il presidente russo Putin, peggiorando sempre di più i rapporti tra USA e Russia. Ma non è tutto: il capo della Casa Bianca ha promesso che il leader russo “pagherà” per aver tentato di influenzare le presidenziali del 3 novembre 2020. Di fronte a queste pesanti accuse Mosca non è rimasta in silenzio e ha richiamato immediatamente l’ambasciatore russo negli Usa. Da Mosca sono arrivate le seguenti parole:“Biden ha offeso i cittadini russi. Gli attacchi contro Putin sono attacchi contro il nostro Paese”. Ci sono state anche le risposte del presidente russo: “Quando giudichiamo altre persone, o anche altri Stati, altre nazioni, guardiamo noi stessi in uno specchio. Vediamo noi stessi, perché trasferiamo sempre sull’altra persona ciò che siamo”. Lo Zar ricorda l’infanzia, “quando litigavamo tra noi in cortile, dicevamo questo: chi lo dice sa di esserlo”. Secondo Putin non si tratta solo di un detto o di uno scherzo, “il significato psicologico” – ha proseguito – “è molto profondo in questo: vediamo sempre le nostre qualità in un’altra persona e pensiamo che sia uguale a noi. E, sulla base di questo, valutiamo le sue azioni e diamo una valutazione in generale”. Infine il presidente russo è andato dritto al punto nominando il capo della Casa Bianca: “Una risposta a Biden? Gli direi, ’stia bene. Le auguro buona salute! Lo dico senza ironia, senza scherzare”. Parole da vero signore. Ma cosa ha spinto il presidente americano a dire queste forti parole? Per motivi di giustizia? per la Pace? ASSOLUTAMENTE NO! Solo ed esclusivamente per motivi politici. Senza nessuna prova fondata, Biden ha accusato Putin di aver avviato delle operazioni per denigrarlo e per favorire il suo ex avversario Donald Trump durante la campagna elettorale. 

Forse è esagerato considerare questo avvenimento come una dichiarazione di guerra. Tuttavia le parole di Biden sono offensive e senza prove, che peggiorano solamente i rapporti tra le due più grandi potenze nucleari. Quindi, anche se è esagerato ma è opportuno dirlo, immaginate se scoppiasse una nuova Guerra Fredda, a chi dovremmo dare la colpa. Al presidente democratico, dove per democratico si intende “finto pacifista”. Ricordiamoci lo stesso Barack Obama, colui che aveva promesso di fermare la guerra in Iraq ma ha peggiorato solamente le cose durante il suo mandato. Premio Nobel per la Pace? Io direi più premio Nobel per la guerra. Se vogliamo parlare di Donald Trump, anche lui ha fatto i suoi sbagli, peggiorando i rapporti tra USA e Corea del Nord, anche se alla fine si è arrivati a un punto di incontro. Ma tanto il mostro è sempre Trump, non Obama o Biden solamente perchè loro si definiscono “democratici”. Inoltre noi stiamo vivendo il periodo della pandemia. Con quello che sta succedendo in tutto il mondo, questo dovrebbe essere il momento del dialogo, dell’ascolto e della collaborazione, no dell’attacco. Ma questo non lo capiscono nemmeno i cosiddetti “democratici”.

Possiamo dire che i repubblicani talvolta sono capitalisti spietati, anche se da un punto di vista economico hanno fatto arrivare gli USA in alto, soprattutto con Trump, mentre i democratici si definiscono pacifisti, parlano di diritti, giustizia e solidarietà, ma alla fine si rivelano peggio dei repubblicani.

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