Tre giorni fa l’Italia ha bloccato l’esportazione delle duecentocinquantamila dosi del vaccino AstraZeneca diretti all’Australia, la quale di fronte a questa decisione ha chiesto alla Commissione europea di rivedere la decisione dell’Italia. Anche la Francia, ha dichiarato il Ministro della Salute francese Olivier Véran, potrebbe “fare lo stesso”.  Il motivo del contendere queste dosi è legato a un contratto precedente siglato dall’Europa con tre case farmaceutiche, che stanno distribuendo tre differenti vaccini. Sicuramente Draghi non avrebbe agito in questa direzione, fermando i lotti, se il nostro Paese avesse ricevuto, secondo i tempi stabiliti, tutte le dosi del vaccino anti Covid-19. Ma visto che ciò non si è verificato, a causa del dichiarato ritardo nella produzione del vaccino AstraZeneca, L’Italia ha agito di conseguenza. Il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, ha chiarito che “il messaggio dell’Ue è per l’azienda. Come detto dalla presidente della Commissione, le aziende che hanno siglato i contratti di pre-acquisto con l’esecutivo comunitario, devono fare il massimo per applicare gli impegni”. La decisione dell’Italia in ogni caso fa da apripista a possibili nuovi stop da parte dei Paesi Ue. E già la Francia non esclude di volersi muovere allo stesso modo. Si tratta infatti della prima applicazione delle nuove regole comunitarie introdotte per impedire l’export di vaccini anti Covid al di fuori dell’Unione.

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