L’Italia ha bloccato l’esportazione in Australia di oltre duecentocinquanta mila dosi di vaccino contro il Coronavirus prodotto da AstraZeneca: è diventata così il primo Paese dell’Unione Europea a usufruire del meccanismo per cui le nazioni che producevano il siero avevano la facoltà di bloccare l’export. In una nota, il ministero degli Esteri ha spiegato e contestualizzato la decisione: in primo luogo l’Australia è considerata “non vulnerabile”, essendo un’isola e avendo un numero di casi molto basso; in secondo luogo a causa della penuria e dei ritardi nelle consegne da parte delle case farmaceutiche. Questo rischia di essere il primo atto di una guerra geopolitica tra superpotenze e, nemmeno a dirlo, i Paesi meno sviluppati non prenderebbero nemmeno parte a questo conflitto, rimanendo inesorabilmente indietro in quella che non dovrebbe essere una sfida o un conflitto, ma il più grande sforzo collettivo dal dopoguerra per ripartire e finalmente metterci alle spalle il Covid-19.

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