Innanzitutto salve, ci vorresti dire chi sei?

Il mio nome è Immuni, sono un’applicazione creata per aiutare la popolazione a combattere l’epidemia di COVID-19 scaricabile da tutti gli store online e disponibile per tutti i dispositivi.

Quando sei nata?

In Italia sono stata rilasciata il primo giugno 2020, nel passaggio tra un lockdown generalizzato e l’allentamento delle misure restrittive con un parziale ritorno alla normalità, sono stata sviluppata da Bending Spoons, software house milanese.

Ci puoi spiegare come funzioni?

Tramite me, ogni smartphone emette periodicamente un codice identificativo univoco (ID) e anonimo, che può essere captato dagli altri smartphone che mi impiegano nelle vicinanze, entro qualche metro. La trasmissione dei dati avviene tramite una variante della tecnologia Bluetooth (BLE), simile a quella che si impiega quando si collegano le cuffie senza fili allo smartphone. Per farmi funzionare correttamente bisogna mantenere il ricevitore del Bluetooth sempre acceso. Se una persona, che mi ha scaricata, segnala di essere risultato positivo al coronavirus, avviso le persone con le quali era stato in prossimità nei giorni precedenti, così che queste sappiano di poter essere state contagiate (scegliendo così magari di restare a casa anche se non hanno sintomi, e di consultare il proprio medico).

Quanto successo hai avuto?

Purtroppo in Italia sono stata scarsamente utilizzata, i download sono stati 10,9 milioni, solamente il 19% della popolazione italiana e di questi ancor meno hanno caricato i loro dati, se positivi, e ciò ha fatto sì che io non sia stata in grado di mandare adeguatamente le notifiche di esposizione. Io come mia cugina Corona-Warn-App, che agisce nello stesso mio modo, ma in Germania, siamo state scarsamente utilizzate poiché la gente ha avuto ed ha paura di noi.

Perché hanno avuto paura di voi?

Non ho la popolarità di Facebook o Instagram e le persone hanno paura che violi la loro privacy. Paradossalmente, vi è riluttanza a condividere informazioni personali con una app promossa dal ministero della Salute, mentre l’accesso a informazioni personali viene concesso senza esitazione a tutte le altre applicazioni sui propri dispositivi. Le persone vogliono preservare la privacy con me, che ne richiedo una piccolissima ed inoltre per un degno scopo, ma non sembrano preoccuparsi di installare altre applicazioni che si nutrono giornalmente di informazioni personali.

Cosa prevedi per il tuo futuro?

Io sono convinta delle mie potenzialità e mi auguro che il nuovo Governo, nonostante la permanenza del ministro della salute Speranza che ha da sempre avuto pregiudizi su di me, mi voglia rilanciare.

Grazie della tua disponibilità.

Di nulla, spero che da ora le persone mi guarderanno con occhi diversi.

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