Tra i vari espedienti che si cercavano ai tempi del primo lockdown per frenare la diffusione pandemica del contagio si era avanzata anche la proposta di una app che, tracciando gli spostamenti dei suoi utenti, segnalasse a questi gli eventuali contatti con individui positivi al virus. Una proposta interessante, che però faceva storcere il naso ai più, tra quelli che non volevano “essere tracciati”, quelli che preferivano ignorare gli eventuali “contatti pericolosi” per non essere in alcun modo vincolati e quelli che se ne disinteressavano come con tutte le cose non obbligatorie che richiedono un interesse attivo, benché minimo. Ora, a quasi un anno di distanza, l’app conta circa 10 milioni di utenti (meno del 20% della popolazione del nostro Paese!). E ci si domanda se il nuovo Governo-Draghi possa provare ad usufruire in maniera efficace di questo prezioso strumento, magari accompagnandone la pubblicizzazione a messaggi di sensibilizzazione sociale. La società dovrebbe ormai aver compreso la necessità di certi comportamenti, seppur impegnativi e non obbligati.

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