Negli ultimi mesi, l’applicazione Immuni, utilizzata per tracciare l’andamento dei contagi da Coronavirus, ha varcato la soglia dei dieci milioni di download.

Nel mese di ottobre, la società Bending Spoon, azienda che ha creato l’app di tracciamento, ne ha ceduto la gestione agli enti statali Sogei e PagoPA, dopo aver ottenuto circa 8,3 milioni di download

Tuttavia, nei mesi recenti, nonostante il numero crescente di installazioni, il contributo dell‘app alle strategie di contenimento della pandemia è stato insignificante, anche perché, come ci insegna la letteratura scientifica, l’efficacia dell’attività specifica di un programma di elaborazione di dati deve essere nutrita dal 60/70% della popolazione a cui essa è rivolta. 

I dati lo dimostrano chiaramente: circa 11.500 utenti hanno registrato la positività al Covid sull’app; circa 88.000 persone hanno ricevuto notifiche di contatti ravvicinati. Ma la mancanza di coordinamento tra personale sanitario e amministrativo, attraverso la digitalizzazione (tracciamento e trasferimento dei dati), può essere rilevata misurando il divario tra il numero di download dell’app e il numero effettivo di utenti che hanno segnalato test positivi: gli 11.554 utenti positivi (dato valido al momento stesso della pubblicazione) hanno, infatti, rappresentato solo lo 0,11% dei download totali. 

Se consideriamo le decine di migliaia di infezioni quotidiane in Italia, notiamo che quelle registrate attraverso Immuni, durante la seconda ondata, ammontano ad un numero davvero esiguo. Le cifre, dunque, ci “parlano” di un insuccesso.

D’altronde, come già accennato, il fallimento non dipende dal cattivo funzionamento dell’applicazione, ma da una mancata integrazione tra i Soggetti istituzionali interessati. Bisognava, infatti, operare tempestivamente in vista dell’inserimento dei dati dei pazienti. Il problema, in particolare, ha riguardato soprattutto l’ultimo trimestre del 2020…. Ma, oramai, i tempi e l’evoluzione del virus avevano già fatto il loro corso. 

Così, anche il sostegno promozionale dell’app è stato ridotto al punto da essere quasi scomparso dai diversi canali comunicativi; peraltro, le discussioni pubbliche sul Coronavirus hanno posto in risalto altre questioni.

Al momento ci si chiede cosa diventerà Immuni: cosa vorrà farne il governo Draghi? 

Il suo uso sarà promosso o l’app sarà “dismessa”? Pochi l’hanno istallata; molti hanno smesso di utilizzarla. Il suo destino sembra segnato … e la parola “immune” sembra non suscitare più l’interesse e la fiducia dell’opinione pubblica.

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