L’applicazione Immuni nasce all’inizio dell’estate del 2020 e il suo utilizzo si è diffuso in maniera più o meno capillare in tutta Europa. La sua funzionalità dovrebbe essere quella di tracciare i casi di positività e di avvisare tutti coloro che ne siano entrati in contatto, al fine di limitare il contagio da coronavirus.
L’applicazione, che avrebbe dovuto aiutare a sconfiggere l’epidemia, si è rivelata un grande flop in tutta Europa e in particolare nella penisola italiana. Alla fine della prima ondata di coronavirus, Immuni aveva raggiunto un numero di utenti considerevole e in crescita confortante. Con l’avvento dell’anno nuovo, tuttavia, il numero di cittadini che possiede sul proprio telefono Immuni è rimasto tale, non sta più crescendo esponenzialmente come nei mesi precedenti. Per tale motivo, l’app risulta inutile: la sua funzionalità diventa efficace solo se almeno il 60/70% delle persone ne fa uso. In Italia, la cui popolazione si aggira sui 60 milioni di abitanti, si contano solamente 10 milioni di utenti. A molti utenti Immuni insomma accade che neppure sembri di aver scaricato la app, chiaramente un’app morta sul nascere: non arrivano notifiche e il governo non ha mai sensibilizzato abbastanza su come utilizzarla. Ora come ora contribuisce solamente a occupare spazio nel telefono e non c’è da stupirsi che la maggior parte dei potenziali utenti non abbia questo inutile peso all’interno del proprio cellulare.

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