Recentemente si è parlato della possibilità che il nuovo Presidente del Consiglio, Mario Draghi, rilanci e promuova l’utilizzo dell’applicazione digitale “Immuni”, una piattaforma già proposta qualche mese fa che è in grado di identificare tramite riconoscimento bluetooth gli utenti malati di Covid e segnalarli al resto della popolazione.

L’applicazione, sebbene dapprima fosse stata largamente pubblicizzata e diffusa, è stata scaricata da un numero esiguo di persone, e il ridotto numero di utenti ne ha ridotto l’efficacia, rendendola di fatto inutile; la piattaforma è caduta in tal modo in disuso, e oggi è considerata uno dei tanti mezzi inefficaci che il precedente governo ha tentato di introdurre allo scopo di contenere la pandemia. Sembra tuttavia che il nuovo governo abbia intenzione di riproporla e di renderla questa volta un efficiente meccanismo per contrastare il Coronavirus.

Non è possibile prevedere se “Immuni” si dimostrerà ora più adatta a proteggere la popolazione dal rischio di contagio, ma certamente sarà necessario per questo fine che molti italiani la scarichino, altrimenti l’operazione si rivelerà nuovamente fallimentare; è tuttavia bene ricordare che i migliori mezzi di prevenzione rimangono sempre l’impiego delle mascherine e il rispetto del distanziamento sociale.

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