Nell’ambito della missione “Mars 2020” è stato lanciato nello spazio il rover “Perseverance”, evoluzione del precedente modello “Curiosity”. Il giorno 18 febbraio è atterrato sulla superficie di Marte e ha già iniziato ad analizzare la sua superficie. L’obiettivo della missione sarebbe lo studio dell’abitabilità del pianeta, ricercando tracce di un’eventuale vita biologica passata e stabilendo la possibilità di un potenziale sviluppo futuro di forme di vita.

La cifra stanziata è ingente ed è lodevole che venga data una tale importanza alla ricerca scientifica che, come in questa circostanza, è fine a se stessa, in quanto priva di un effettivo “secondo fine”, a meno che non si considerino le teorie complottiste sulla presunta volontà di abbandonare la terra in favore del Pianeta rosso. Viene il dubbio, tuttavia, che tale iniziativa non sia stata considerata al pari di altre presenti nel vasto panorama della ricerca scientifica, ma che in un certo senso sia stata portata avanti dagli stessi “piani alti”. È improbabile che il movente sia simile ad altri utilizzati in precedenza, ad esempio nel periodo della Guerra Fredda, ma è comunque inappropriato servirsi della scienza in maniera strumentale, non per la conoscenza ma per fini propagandistici ed utilitaristici.

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