Il rover della Nasa Perseverance è atterrato con sicurezza su Marte il 18 febbraio, come da programma. Nel suo viaggio per raggiungere il Pianeta rosso ha percorso 470 milioni di chilometri, che corrispondono circa a 12.000 giri della Terra, in 203 giorni. Nonostante il lungo viaggio, il momento più cruciale sono stati gli ultimi 7 minuti, durante i quali era impossibile un intervento dalla Terra per risolvere eventuali problemi. Pochi minuti dopo l’arrivo ha spedito le prime foto, che sono arrivate a Terra con 11 minuti di ritardo. Perseverance, una versione migliorata e più adatta a svolgere il lavoro di geologo rispetto a Curiosity, si trova sul Pianeta rosso per studiare potenziali tracce di vita nel cratere Jezero, un tempo un lago collegato al delta di un fiume, con anche la possibilità di compiere carotaggi e conservare i campioni affinché essi vengano studiati da scienziati in futuro. La vita che Perseverance cerca è, naturalmente, passata, in quanto ora come ora ogni scintilla di vita è stata spazzata via dai venti violenti del pianeta rosso, ma essa potrà comunque aiutare la ricerca spaziale anche nell’ambito di futura presenza umana su Marte. Nella stessa ottica, Perseverance svolgerà anche dei test su tecnologie vitali per lo spazio profondo.

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