Fin dall’antichità ci si è posti una domanda esistenziale, a cui ancora oggi non si è saputo rispondere : siamo soli in questo universo? È veramente complicato pensare una cosa del genere, soprattutto ricordando che l’universo è pressoché infinito e quindi esisteranno moltissimi pianeti simil-Terra nello spazio. Eppure, fino ad oggi non siamo riusciti a trovare alcuna forma di vita extraterrestre, o almeno non siamo riusciti ad osservarla. Il recentissimo atterraggio del rover Perseverance sul pianeta rosso segna l’inizio di una più precisa e delicata ricerca di segni di una possibile vita attuale o passata fuori dal nostro pianeta. Le condizioni per la vita su Marte sono infatti parzialmente soddisfatte: una giusta distanza dal Sole, che consenta la presenza di acqua liquida in superficie, la presenza (anche se in piccole quantità) di ossigeno nell’atmosfera, ma la quasi completa assenza di ozono che permette ai raggi ultravioletti di colpire la superficie, rendendo quindi impossibile ogni forma di vita conosciuta. Ed è importante marcare il concetto di conosciuta, poiché probabilmente la vita sugli altri pianeti è completamente diversa da quella che abbiamo sul nostro piccolo pianeta azzurro. L’obbiettivo del rover sarà anche quello di investigare il passato del pianeta rosso e di studiarne l’abitabilità. Una delle domande principali su Marte è proprio questa: in futuro sarà possibile per la specie umana trasferirvisi? Fino a poco tempo fa sembrava qualcosa che avrebbe fatto scalpore perfino in un film di fantascienza, ma proprio il 1° Febbraio di quest’anno il multimiliardario Elon Musk, CEO di SpaceX, che nel Novembre del 2020 aveva lanciato in orbita la navicella spaziale Crew Dragon, ha affermato che entro il 2026 riuscirà a portare l’uomo su Marte. Parole molto forti da parte dell’imprenditore americano, conosciuto proprio per le sue quasi illimitate capacità economiche e tecnologiche, che con questa sua uscita lascia solo immaginare che cosa potrà inventarsi per riuscire ad arrivare al suo obbiettivo. D’altra parte, anche nel paracadute con il quale il rover Perseverance è atterrato su Marte è nascosto un messaggio scelto apposta per questa occasione: attraverso un codice binario creato usando le barre bianche e rosse del paracadute, gli scienziati della missione Mars2020 hanno inserito la frase motto della campagna, tratta da un discorso di T. Roosvelt del 1899: “Osate cose grandiose”. Niente di più azzeccato per un’impresa che rimarrà scritta negli annali di storia.

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