Lanciato il 30 giugno 2020, ha percorso quasi 3,9 milioni di chilometri in poco più di sette mesi: Perseverance è arrivato su Marte toccahdone il suolo. È il quinto Rover della Nasa a muovere le sue ruote sul pianeta rosso, il primo ci era riuscito nel 1997.
La missione di Perseverance è decisamente la più ambiziosa: cercherà la vita presso il cratere Jazero, il bacino di un antichissimo lago profondo 500 metri che potrebbe conservare tracce di vita passata nei sedimenti. Setaccerà il suolo per due anni per raccogliere campioni destinati ad essere portati sulla Terra con il programma Mars Sample Return. Il recupero sarà affidato ad una missione prevista nel 2026 e il trasporto sulla Terra è previsto nel 2031.
Quello che sorprende è che Perseverance è la terza missione a raggiungere Marte nell’arco di dieci giorni, dopo la Hope degli Emirati Arabi e la Tianwen-1 della Cina. La Nasa, è stata però la prima a rilasciare un rover sul suolo marziano; la prossima sarà Tianwen-1 in maggio.
Marte, quindi, è la frontiera del XXI secolo: una nuova sfida per l’umanità, una nuova conquista. E non è solo il capriccio del ricco imprenditore Elon Musk, ma un concreto progetto a cui lavora tutta la comunità internazionale.
Perché proprio Marte? Gli altri pianeti sono stati scartati perché non compatibili per l’organismo umano, quindi è stato scelto il pianeta rosso: temperatura di meno 40°, non confortevole ma gestibile, alternanza giorno e notte simile alla Terra, gravità solo un terzo di quella terrestre. Non sarebbe semplice, non c’è l’aria, non c’è la pressione atmosferica; forse possibile, però, grazie all’evoluzione scientifica e tecnologica.
Perché dovremmo pensare di voler vivere su Marte? Su un pianeta in cui per comunicare con la Terra il segnale impiega 11 minuti, in cui la partenza può essere programmata solo ogni 26 mesi per aspettare la posizione favorevole tra i due pianeti? Forse nel caso in cui la Terra diventasse invivibile? O per procurare risorse non rinnovabili? O per una sovrappopolazione non più controllabile? Forse solo per il bisogno di scoprire, di capire, di sognare, di esplorare…l’essere umano ha sempre avuto il desiderio di ampliare i suoi orizzonti.

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