Capire se la vita esista o sia mai esistita in un altro posto dell’universo diverso dalla Terra è una questione di fondamentale importanza per l’umanità. E Marte rappresenta un candidato ideale per trovare risposta a questa domanda. Pur avendo temperature medie superficiali piuttosto basse, tra −120 e −14 °C, e un’atmosfera molto rarefatta, è il pianeta più simile al nostro tra quelli del Sistema solare. Le ricerche scientifiche fino ad oggi condotte suggeriscono inoltre che Marte fosse in passato ricco d’acqua e non arido e desertico come ora, più caldo e con un’atmosfera più densa. Un pianeta quindi potenzialmente abitabile. 
C’è anche un’altra ragione, forse ben più importante. Marte lo possiamo raggiungere. Per il momento solamente tramite sonde spaziali e atterraggio di rover, ma in un futuro non troppo lontano anche con missioni umane.
Ecco perché è così straordinaria l’impresa compiuta da Perseverance, il rover della missione Mars2020; questo, dopo un viaggio di oltre 470  milioni di chilometri percorsi in circa sette mesi, è “ammartato” sul suolo del pianeta con una precisione incredibile poco prima delle 22 (ora italiana) del 18 febbraio 2021. Esso rappresenta la dimostrazione di quelle che sono le attuali capacità tecnologiche dell’uomo. Si tratta infatti del più sofisticato e perfetto macchinario marziano mai costruito, costato quasi tre miliardi di dollari e numerosi anni di lavoro, dotato di una avanzatissima strumentazione. Si parte dal trapano laser per polverizzare le rocce fino ad arrivare a una sorgente di energia al plutonio per consentirgli di lavorare ininterrottamente.     
Il luogo prescelto per l’ammartaggio di Perseverance era il cratere Jezero, un grosso bacino che si pensa un tempo ospitasse un lago, luogo ideale quindi per conservare antiche forme di vita. Questo è infatti l’obiettivo della missione: ricercare qualche testimonianza attuale o antica di un passato marziano ricco di acqua e di tracce di vita, raccogliendo e analizzando campioni di rocce e di suolo.
La ricerca di forme di vita all’interno del nostro universo potrà così continuare.

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