Tanti sono stati nel 2020 i problemi su scala mondiale, ma uno di questi non è una novità, perché la violenza contro le donne non subisce diminuzione e per la maggior parte si compie in casa, lì dove la felicità dovrebbe essere al primo posto. Nello scorso anno le violenze sono aumentate forse perché le coppie hanno dovuto affrontare un periodo di convivenza più esclusiva, cui prima magari non erano abituate. In alcuni casi hanno riscoperto i sentimenti che provavano, in altri si è scoperta una parte crudele del compagno, che non si sarebbe mai voluta conoscere. Una concausa nella violenza domestica potrebbe essere il consumo di bevande alcoliche, le quali alterano lo stato emotivo di una persona, causando comportamenti che prima non si sarebbero manifestati.

Troppo spesso, quando i media riportano casi di abuso, si ripetono dichiarazioni di testimoni pronti a confermare che la coppia coinvolta si amava molto e insieme sembrava felice. Come si spiega? Una discordanza di idee e pensieri è normale e non può causare alcun tipo di aggressività, se in una famiglia si è educati al rispetto reciproco. 

Certamente non si parla solo di violenza fisica ma anche di maltrattamenti psicologici: una parola fuori luogo può fare più male di un pugno e sentirsi derise dal proprio uomo può portare a gravi forme di sofferenza emotiva e depressione.

Se, secondo i dati ISTAT, le violenze contro le donne sono circa raddoppiate rispetto all’anno scorso, è comunque inaccettabile insinuare che siano le vittime ad averne la colpa.

Da più di cinquant’anni il sesso femminile ha acquisito tutti i diritti, non può essere dunque una scusante il fatto che la donna “se la sia cercata”. Il vero artefice di questa forma di violenza è solo ed esclusivamente l’uomo, e senza di esso quest’ultima non esisterebbe. Gli uomini in qualche modo credono che offendere, insultare e picchiare la propria donna siano gesti per sentirsi più grandi, forti ed importanti rispetto a loro, ma ovviamente non è così. Va insegnato allora fin da piccoli il senso di rispetto, per evitare future violenze di genere: tale sensibilità va mantenuta viva nelle scuole e al lavoro, per non perdere il filo conduttore dei rapporti, il rispetto e le capacità di lasciare ad ognuno le proprie idee senza l’uso della violenza. Perché l’unico modo per vivere pacificamente è quello di rispettare il prossimo e convivere seguendo delle regole. Rendere le donne sicure di vivere il loro sesso è un passo che si deve compiere il prima possibile e ben vengano le giornate di sensibilizzazione, utili a diffondere con i dati la consapevolezza nei confronti della piaga del femminicidio.

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