Durante i mesi del lockdown l’Istituto Nazionale di Statistica ha rilevato un aumento dei casi di femminicidio e una diminuzione degli omicidi legati alla criminalità. Dunque mentre il mondo si fermava, si fermavano anche gli omicidi e gran parte dei reati, ma i femminicidi no, soprattutto tra le mura domestiche da parte di familiari e partner. Nelle proprie case, nel posto in cui ci si dovrebbe sentire più al sicuro, nel 2020 è avvenuta la maggior parte degli omicidi. Per questo sono state ideate diverse procedure per aiutare le vittime, dal Consiglio superiore di magistratura che ha emanato delle linee guida per le violenze sulle donne durante l’emergenza sanitaria, a parole in codice o gesti per far capire alla polizia di aver bisogno di aiuto. Anche alcune star del web si sono interessate alla faccenda, creando contenuti utili per scappare dalle molestie o da situazioni di pericolo, gesti nobili che però si portano dietro tanta tristezza per situazioni che non dovrebbero mai venirsi a creare. Omicidi e femminicidi vengono considerati come due categorie di crimini separati perché hanno cause, modalità e vittime differenti: i femminicidi riguardano donne uccise principalmente da partner o ex partner per gelosia, possessività, vendetta, rabbia, impulso, ricerca di potere. Gli omicidi, invece,  avvengono per svariate ragioni e non sono commessi da una sola categoria di persone, inoltre sono spesso legati alla criminalità organizzata o possono essere perpetrati ad opera di killer seriali. 

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