Durante la pandemia, l’Italia, secondo i dati Istat, si è segnalata per un aumento del numero dei femminicidi. Questo è un fenomeno che si deve definire gravissimo e desolante, non solo perché, ovviamente, si tratta di violenza sulle donne, ma anche perché, in genere, durante il lockdown, il numero degli omicidi è completamente diminuito. Il femminicidio, pertanto, non rientra nelle pratiche della criminalità organizzata. 

Le abitudini di vita delle famiglie sono cambiate: infatti, si rimane in casa il più possibile per rispondere alle restrizioni dell’emergenza. Ma, spesso, le mura domestiche non rappresentano un luogo di protezione e sicurezza per tutti. Dunque, le vittime, talvolta vulnerabili e fragili, sono sottoposte non solo al pericolo del contagio, ma anche alla feroce aggressività dei loro partner.

Pensavamo che se il mondo si fosse fermato e che, con esso, anche gli abusi sulle donne potessero cessare. E, invece, la realtà dei fatti ci smentisce. 

Il Dipartimento della Pubblica sicurezza, attraverso la Direzione centrale della Polizia criminale, ha pubblicato un report (gennaio-giugno 2020), effettuato dal Servizio Analisi Criminale (il polo istituzionale per il coordinamento informatico anticrimine e per l’analisi strategica interforze sui fenomeni criminali), che attesta l’aumento notevole dei femminicidi rispetto al 2019. 

Ancora, altri dati dimostrano che nel 2019 gli omicidi a danno delle donne equivalevano al 35% del totale: questa percentuale è salita al 45% nei primi sei mesi del 2020; inoltre, nell’intervallo di tempo tra marzo e aprile, durante il primo lockdown, il dato è arrivato al 50%.

Sicuramente l’aumento dei femminicidi è di per sé un fenomeno aberrante e, nella maggior parte dei casi, connesso, secondo le stime dell’Istat, a chi è vicino alla vittima. Nello specifico, i partner o gli ex, nel 2020, hanno messo a segno, a danno delle donne, il 61% sul totale degli omicidi.

Sentiamo, quindi, il dovere di ricordare. Sono semplici nomi ma, dietro di essi, si nascondono drammi che nulla sembrerebbe estirpare: Irina, Larisa, Barbara, Bamela, Pamela, Rossella, Irma, Luo Lorena, Gina, Viviana e Alessandra. Non era amore! Non era protezione! Non era supporto! E l’isolamento vi ha chiuse nelle gabbie dei vostri compagni. 

Denunciamo sempre! Never give up

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