Per parlare del caso GameStop è necessario prima comprendere che siamo di fronte a una dinamica quasi senza precedenti: i trader privati, piccoli speculatori sul mercato, sono riusciti ad inviare un messaggio forte e chiaro ai grandi investitori, scuotendo il mercato azionario. La contesa del titolo vede due schieramenti: da una parte gli investitori privati, per lo più giovani e con poca esperienza, e dall’altra gli hedge fund, che muovono miliardi e miliardi di dollari. Si è scatenata una vera e propria frenesia, che ha fatto salire vertiginosamente i prezzi di alcune società, danneggiando i cosiddetti short seller, ovvero coloro che vendono allo scoperto uno o più titoli puntando sul loro futuro ribasso. Il motivo per cui l’acquisto di GameStop da parte dei giovani investitori privati accorpati si è rivelato un tal successo finanziario è che essi hanno investito su un titolo ancora sottovalutato, ma poi l’obiettivo è diventato lanciare una sfida ai grandi short seller di Wall Street. Quanto successo nell’ultima settimana ha dimostrato chiaramente come la vendita allo scoperto possa essere un’operazione estremamente redditizia quanto enormemente rischiosa, basti vedere come lo scorso mercoledì gli investitori hanno spinto il prezzo delle azioni GameStop oltre quota $350. Tuttavia, alcuni hedge fund avevano preso in prestito e venduto milioni di azioni GameStop, trovandosi poi vittime di perdite enormi: questi hanno dovuto riacquistare le azioni per impedire che tali perdite aumentassero ancora. Il riacquisto delle azioni ha aumentato la domanda, il che ha spinto il prezzo ancora più in alto. Uno short-seller, che ha perso grandi somme a causa di tutto ciò, ha dichiarato che è in corso un profondo cambiamento di approccio al Mercato, in cui i social media, con il loro potere manipolatore, giocano un ruolo preponderante e tale cambiamento è solo destinato a crescere.

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