Qualche settimana fa si è verificato un avvenimento molto particolare che ha sconvolto il settore azionistico-finanziario mondiale, si tratta, ovvero, del caso che ha come protagonista l’azienda statunitense Gamestop. Quest’azienda si occupa principalmente della vendita e rivendita di videogiochi, console e altri apparecchi elettronici, con migliaia di negozi in tutto il mondo.

Sebbene essa sia al momento la maggiore venditrice di videogiochi fisici nel globo, è da ormai svariati anni che le sue azioni continuano a scendere, a causa dell’ascesa del mercato digitale e della conseguente minore richiesta del formato a “dischetto”, che è stato, per Gamestop, fino ad ora la maggiore fonte di guadagno.

Le sue azioni sono continuate a scendere così tanto da valere pochi dollari l’una e questo fatto non è passato inosservato: infatti, alcuni utenti di un subreddit a tema “finanziario”, ovvero un canale social sulla piattaforma Reddit, hanno cominciato ad investire in massa, principalmente per gioco, sulle azioni della suddetta azienda. Il modo in cui le azioni di un’impresa possono salire sono molteplici e non tutti facili da comprendere, tuttavia, in linea generale, possiamo dire che meno azioni ci sono sul mercato, quindi più un bene è raro, più la gente è attirata a comprarle e perciò il prezzo lievita. In questo caso, il prezzo di una singola azione è passato in cinque mesi, da poco meno di cinque dollari, a trecentoquaranta.

Fino a qui non sembrerebbe esserci niente di male, le azioni dell’azienda sono aumentate ed i piccoli azionisti, la maggiorparte di loro improvvisati tra l’altro, ci hanno guadagnato; ma non è proprio così: infatti, mentre ci sono azionisti che impiegano il loro denaro scommettendo che l’impresa nella quale investono aumenti il suo valore, così da rivenderne le azioni e guadagnarci, ce ne sono altri che praticano il cosiddetto short selling, ossia che scommettono sulle disgrazie delle aziende. Anche questa pratica non è molto semplice da capire per chi non s’intende di finanza, in parole povere però essa consisterebbe nel prendere in prestito delle azioni di un’impresa da qualcuno che le detiene, promettendogli degli interessi in cambio, per poi rivenderle a qualcun’altro. Questo viene fatto poiché, nel caso in cui il prezzo delle azioni scenda, l’imprenditore iniziale può ricomprarsi le stesse azioni, o molte di più, ad un prezzo inferiore. In questo modo quando le ridarà indietro al proprietario, con gli interessi, avrà guadagnato comunque azioni o denaro.

Questa pratica tuttavia funziona solo se l’azienda in questione perde il suo valore azionistico. Infatti, se, al contrario, dopo che rivendo le azioni prese in prestito, il prezzo sale vertiginosamente, sono costretto a ricomprarle spendendo molti più soldi, aggiungendo anche il fatto che dovrò pagare inoltre gli interessi del prestito iniziale a chi li deteneva. E’ per questo motivo infatti che il caso Gamestop non è stato positivo per tutti, anzi, per alcuni imprenditori ha causato la perdita di milioni, se non miliardi, di euro.

La faccenda però non è finita qui, infatti bisogna pur considerare che l’azione in sè, finchè non è stata venduta, ha un valore prettamente astratto e anche molto variabile ed è per questo motivo che quando alcuni dei piccoli azionisti hanno iniziato a vendere i propri titoli, il prezzo è di nuovo sceso, attualmente un’azione di Gamestop vale cinquantadue dollari. Ciò ha fatto sì che alcune delle persone che avevano investito non abbiamo avuto un guadagno così grande come ci si prospettava, che altre al contrario ci abbiano addirittura perso dei soldi e anche che alcuni degli azionisti che avevano praticato lo short selling siano riusciti perlomeno a limitare le perdite.

Ma quali sono state le successive cause di tutto ciò?

L’effetto quasi immediato sono state le numerose lamentele dei grandi imprenditori finanziari che hanno giudicato come scorretta questa azione collettiva nata dal web. Le risposte non si sono fatte attendere: in molti infatti hanno ribattuto dicendo di non aver fatto niente di diverso da quello che i grandi azionisti fanno normalmente, l’unica differenza sembra stare nel fatto che, mentre se lo fanno loro, allora è tutto ok, se lo fanno le persone “normali” allora è vista come una cosa al limite della legalità.

Come questa storia andrà a finire non ci è dato saperlo, è comunque probabile che vengano formulate nuove leggi che regoleranno il mercato finanziario presa coscienza della possibilità che avvenimenti come questi si possano ripetere. Ciò che è certo però è che, in un mondo come il nostro, soprattutto se si guarda agli Stati Uniti, dove pochi uomini hanno tra le mani il futuro dell’intero mercato, alcune persone, con pochi soldi, sono riuscite, unendosi, a dire la loro, anche contro dei colossi miliardari.

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