Ci sono tanti social al giorno d’oggi e naturalmente alcuni sono meglio di altri. Non si parla però migliore qualità nel senso di ricchezza di contenuti: ormai per qualità si intende qualcos’altro, qualcosa legato alla privacy, ai dati personali e a come questi vengano gestiti. 
Lo ha portato all’attenzione di tutti la tragica notizia del suicidio di una ragazzina di soli dieci anni, presumibilmente avvenuta per una challenge in voga sul noto social network cinese Tik Tok e che sfiderebbe all’auto-strangolamento. Sebbene si stia ancora indagando sull’effettivo motivo dell’atto estremo, infatti si sospetta anche che la ragazza fosse vittima di bullismo e che sia stata istigata al suicidio, il social è dovuto correre ai ripari per ottimizzare l’apparato legato alla privacy.
L’azienda ha dunque deciso di impostare un nuovo limite d’età: 13 anni. Il garante ha confermato l’utilizzo di un IA per il controllo dell’età, che potrebbe avvenire in due modi generalmente: il primo sarebbe identificare l’età su un documento, quindi una volta eseguita la registrazione, puntare con la telecamera del dispositivo sulla propria carta ed attendere che venga analizzata; mentre il secondo richiede di ricollegare il proprio account ad un numero di telefono personale in modo che ci si possa scambiare dati con l’operatore, come ad esempio, l’età dell’utente.
Anche se questa idea sarebbe in grado di bloccare la maggior parte delle persone che si fingono maggiori della propria età o chi, comunque, mente su di sé all’interno della piattaforma, è inutile sottolineare che vi sono tuttavia dei metodi per aggirare queste restrizioni e dunque la questione resta pericolosamente aperta.
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