In un’era che, proprio per l’avvento di app come Tik Tok, è stata definita “era dei social”, non possono mancare giochi o sfide (propriamente definite “challenge”) che per un motivo o per un altro diventano molto popolari e coinvolgono di conseguenza una larga fascia d’età. Utenti più “anziani” e di conseguenza maturi sanno sicuramente regolarsi e capire quando stanno oltrepassando il limite e, prima di tutto, capire quanto rischiose possano effettivamente essere queste challenge. Il vero problema è costituito da tutti quei ragazzi che verso i 10/11 anni o ancora prima ricevono dai loro genitori un telefono e, senza alcun tipo di controllo, riescono ad installare questi social. Dopo l’installazione, passa veramente poco tempo prima che si imbattano in queste sfide e, a causa della loro curiosità, la prima cosa che fanno è proprio quella di fare anche loro un tentativo. Ragazzini così piccoli, però, non riescono bene a capire quanto possa essere realmente pericolosa una challenge, e di conseguenza possono essere facilmente manipolati affinché ne provino di sempre più difficili e rischiose. Molto spesso i genitori riescono a fermarli prima che possano fare qualcosa di seriamente pericoloso, ma è quando non ci riescono che effettivamente si vede quanto queste sfide siano terribili. Uno di questi potrebbe essere stato il caso accaduto a Palermo un paio di settimane fa, quando una ragazzina di sol8 dieci anni si è suicidata soffocandosi con una cintura. Inizialmente, le indagini si erano indirizzate sulla “blackout challenge”, di gran successo su Tik Tok, che consiste in una prova di resistenza all’asfissia, ma recentemente sarebbe arrivata la notizia che sul cellulare della ragazzina non fossero presenti video inerenti a questa sfida, né tantomeno messaggi di incitamento al suicidio. Non è detta comunque l’ultima parola, dato che non era la prima volta che la bambina tentava il soffocamento ed è sicuro che fosse venuta a conoscenza della sfida. Rimane allora l’ipotesi che abbia agito dopo un incitamento o un video visto sul web. Nonostante Tik Tok possa non centrare in questo particolare caso, rimane comunque il fatto che ragazzini così piccoli non debbano accedere liberamente alla piattaforma, e per questo la piattaforma ha deciso di dividere i contenuti accessibili in base all’età inserita dall’utente. Questo metodo, però, serve veramente a poco, perché per eluderlo basta inserire un’età falsa, dato che il sistema non richiede altri requisiti per accedere. L’unico modo per sapere con certezza la vera età dell’utente è quello di chiedere una foto della carta d’identità. In questo modo, il social avrà la possibilità di conoscere esattamente l’età del nuovo iscritto e potrà farlo accedere ai vari contenuti in funzione di essa. C’è sicuramente da dire che Tik Tok dovrebbe sorvegliare di più sui contenuti pubblicati sulla sua piattaforma, dato che non è la prima volta che spopolano challenge a volte molto pericolose. In definitiva, questo è un caso da cui iniziare a prendere delle misure per un controllo più ferreo dei contenuti che circolano sui social e un monito a tutti quei genitori che regalano ai loro figli un telefono senza insegnar loro come usarlo e senza monitorarne l’attività sul web.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account