Il fascino della tecnologia e del mondo dei social e il desiderio di sentirsi “grandi” perchè si possiede un telefono cellulare, proprio come quello dei propri genitori, spinge i bambini  a richiederne uno e spesso riceverlo nonostante la loro fragile età, in cui sono ancora facilmente manipolabili. Essi, infatti, non sono in grado di riconoscere il pericolo all’interno di quelli che vengono spacciati per trend sui social, in particolar modo le challenge. Molte di queste sono semplici sfide culinarie, di ballo, di ricreare un make-up e non solo, tuttavia ne esistono anche di violente, che purtroppo agli occhi dei bambini non risultano come tali.

Qualche anno fa girava la notizia di una cosiddetta Blue Whale Challenge, dove i giovani contattavano un “curatore” per farsi fornire le 50 regole da seguire per togliersi la vita. Molte di queste incitavano a pratiche autolesioniste attuate sul corpo, ma anche sulla psiche già fragile dei giovani. Sembrava che la questione però fosse finita, svanita col tempo, o almeno nessuno ne parlava più. La violenza però è ritornata al pubblico sotto altre spoglie, questa volta con il nome di Blackout Challenge, che prevede un’altra sfida: stringersi una corda intorno al collo per provare la propria resistenza, per dimostrare che si è sufficientemente forti da resistere a tutto, anche al rischio di morte. E incomprensibili, oltre alle regole del gioco, sono anche le principali motivazioni che spingono tanti giovani a praticare questa challenge. Esse sono apparentemente banali: girare un video da far diventare virale online, divertirsi in modo alternativo, provare la sensazione di incoscienza promessa, stare male per saltare qualche giorno di scuola. Ma tanti, alla domanda sul perché della partecipazione al gioco, non sanno dare una giustificazione. I meandri dei social e le navigazioni nascoste sfuggono spesso e con essi il controllo. Ecco dunque la necessità di apprendere ed educare i giovani ad un utilizzo consapevole: bisogna parlare ai ragazzi delle nuove sfide che girano in rete e assicurarsi che abbiano chiaro quali rischi si corrono a partecipare alle challenge online. I ragazzi spesso si credono immortali e invincibili perché “nel fiore degli anni”: in realtà per una immaturità delle loro capacità di prevedere le conseguenze di ciò che fanno potrebbero valutare come innocui comportamenti letali. E’ utile anche monitorare la navigazione e l’uso delle app social e mostrarsi curiosi verso ciò che tiene i ragazzi incollati agli smartphone per capire meglio cosa li attrae e come guidarli nell’uso in modo da essere sempre al sicuro.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account