Il 27 Dicembre 2020 si è svolto il cosiddetto V-day, ovvero una giornata simbolica in cui sono state somministrate le prime dosi del vaccino contro il covid-19.

Sorgono ora le prime polemiche su chi dovrà ricevere le prime dosi. Si parla di operatori sanitari e dei più fragili, come gli anziani e i bambini. Ma forse andrebbero vaccinati anche quelli che possono trasmettere più facilmente il virus, così da ridurre di molto i positivi, o ancora si pensa ai lavoratori, che sono il pilastro della nostra economia. È stato proposto addirittura dalla neo assessora al Welfare della regione Lombardia, Letizia Moratti, di vaccinare per prime le regioni che hanno un PIL più alto.

L’Italia è d’accordo sul cominciare dai medici, che sicuramente vanno tutelati visto il grandissimo lavoro che stanno svolgendo, per poi passare agli anziani e poi a seguire tutti gli altri. Nei luoghi in cui sono stati vaccinate persone ultra ottantenni però, il gesto non è stato apprezzato, difatti molte persone sui social li hanno attaccati definendo questa azione come “uno spreco in quanto loro prossimi alla morte, sarebbe giusto invece lasciare quelle dosi a chi invece ne ha più bisogno”.

Frasi che si commentano sicuramente da sole in quanto privare una persona di un farmaco che potrebbe proteggerla da questo invisibile pericolo è un atto a dir poco deplorevole. Personalmente trovo assurde tutte queste distinzioni che si stanno facendo, anche se mi rendo conto che forse dovrebbe esserci una priorità, ma il fatto che siano indecisi su fondamentalmente tutte le categorie che si possono distinguere vuol dire che tutti sono priorità.

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