È durato poco il sollievo per l’arrivo dei tanto attesi vaccini contro il Covid: ora il vero problema, dato che i tempi di produzione sono lunghi e il numero di dosi distribuite per settimana agli ospedali è minore degli aspiranti vaccinati, è decidere chi ha la priorità. Sin da quando si è creato questo vaccino, si sapeva che i primi a prenderlo sarebbero stati gli anziani e quelli che lavorano negli ospedali, nelle case di riposo, o comunque quelli che hanno un rischio maggiore di contagio. Ma esaurite queste categorie più esposte, chi può legittimamente pretendere di farsi vaccinare?
Molti pensano debba toccare ai lavoratori e agli imprenditori così potranno tornare in ufficio, in magazzino ecc. senza troppe preoccupazioni, ma ci si dimentica purtroppo di noi studenti delle scuole superiori che siamo tornati in didattica a distanza solo dopo un mese di scuola e i nostri giorni da scolari quest’anno li abbiamo passati davanti a uno schermo. La priorità, quindi, dovrebbe andare a noi ragazzi: anche se siamo più giovani e più sani, abbiamo un rischio maggiore di contagio. Ogni giorno andando a scuola si incontrano centinaia di persone in bus, per strada, nei corridoi della scuola e in classe non sapendo chi sia infettato o meno.
Anche se la distribuzione dei vaccini sarà complicata da organizzare per un gran numero di studenti e docenti, ci meritiamo almeno di poter passare qualche mese facendo lezione in presenza con i compagni e gli insegnanti e, anche se dovremo tenere le mascherine e dovremo rispettare tutti i distanziamenti corretti, riusciremo a sentirci un po’ più vicini al normale.

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