Nelle ultime settimane hanno occupato la scena di notiziari e programmi radiofonici i numerosi problemi relativi ai vaccini, tanto desiderati e tanto attesi che hanno generato molte domande e discussioni a livello nazionale ed europeo. Escludendo il ritardo di produzione dei vaccini che si è registrato negli ultimi giorni, ogni nazione ha iniziato da due settimane la somministrazione dei vaccini dando priorità agli operatori sanitari. Ad oggi sono 93.662 le persone che, in Italia, hanno completato il ciclo completo del vaccino ovvero il 0,1% della popolazione italiana mentre sono in attesa della seconda dose quasi un milione e trecentomila italiani. Ma quando si saranno sbloccate le produzioni dei vaccini contro il Covid-19 inizieranno ad effettuare le grandi somministrazioni al fine di arrivare alla cosiddetta “immunità di gregge”. Dopo aver dato priorità al personale sanitario forse sarebbe più giusto vaccinare gli ultra ottantenni e procedere andando a ritroso d’età, che è un fattore di incidenza sulla gravità dei sintomi qualora si sia affetti dal Covid-19. Contemporaneamente andrei a operare su tutti i docenti, poiché l’educazione e l’apprendimento dei giovani sono di importanza assoluta. Ciò permetterebbe di calmare le loro ansie e le loro paure dovute a un’elevata possibilità di contagio a causa del contatto con un gran numero di studenti. Successivamente bisognerebbe dedicarsi a tutta quella fascia di persone che lavorano a stretto contatto con molti clienti. Comunque, con qualsiasi modalità si voglia procedere, è necessario accelerare la somministrazione dei vaccini e iniziare a produrre i vaccini creando delle sedi italiane.

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