I criteri di distribuzione del vaccino contro il Covid-19 sono un argomento estremamente discusso nelle ultime settimane, in quanto essi andranno a stabilire le politiche sanitarie. Diverse proposte sono state avanzate per quanto riguarda questi criteri, tra cui alcune assurde e quasi disumane, come quella di distribuire il vaccino in base al PIL delle regioni. È inutile dire che l’idea di distribuire un vaccino che salverà vite umane in base all’attività economica è a dir poco distopica, tuttavia questo non rende la soluzione ai dubbi riguardo ai criteri di distribuzione più semplice. Ci sono diverse opzioni oltre a quella, ognuna con i propri pro e contro, e la scelta non è scontata. A livello geografico, bisogna tenere in conto diversi fattori, come la densità di popolazione, così come le professioni più comuni, mentre per quanto riguarda le persone bisogna tenere in conto quali individui sono più a rischio e quali invece espongono più persone al rischio. Per questo le prime persone ad essere vaccinate dovrebbero essere i medici e il personale sanitario, gli anziani e gli individui immunodepressi, seguiti da tutti gli altri lavoratori essenziali, infine i minorenni e il resto della popolazione. In casi come questi, dibattiti di tipo politico o economico, come quello fatto scaturire da Letizia Moratti, non dovrebbero nemmeno essere contemplati, in quanto si parla di vite umane.

 

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