La decisione di bloccare Donald Trump dai social ha risollevato due dei grandi problemi di oggi. Innanzitutto la necessità di stabilire un limite a ciò che si può e ciò che non si può dire attraverso le piattaforme social e stabilire delle conseguenze reali per chi violi tali limiti; infatti, nonostante già ad oggi esistano leggi a proposito di alcuni reati “digitali”, come il cyber bullismo, c’è bisogno di una regolamentazione più precisa e più ampia. In secondo luogo è anche necessario capire se le società private, che possiedono le varie piattaforme possano essere le responsabili del “punire” i responsabili di determinate azioni, togliendo loro il diritto ad esprimersi. Sebbene, infatti, i social siano proprietà di privati, riguardano ormai tutta la società. E’, dunque, necessaria una presa di coscienza delle istituzioni che devono tutelare la libertà di parola di tutti i cittadini, attraverso una legislazione, che da un lato limiti la possibilità di nascondersi dietro a uno schermo e di diffondere idee di odio e di violenza, dall’altro disponga un metodo non arbitrario per l’eventuale necessità di blocco degli utenti.

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