I social network sono piattaforme dove un gruppo di individui, connessi tra loro da diversi legami sociali, interagisce e scambia contenuti multimediali di vario genere. I social network più utilizzati oggi sono sicuramente Facebook, Whatsapp, Instagram, Twitter e diversi altri che hanno più o meno fama in base al Paese in cui ci troviamo. Siamo ormai così abituati a usarli che in un certo senso ne abusiamo: i social sono diventati la vetrina della realtà, una sorta di diretta del mondo dove sembra quasi obbligatorio far sapere cosa succede, dove ci si trova, con chi si è ma, soprattutto, cosa si pensa. 

Il punto cruciale che complica drasticamente il potere comunicativo dei social network è riuscire a stabilire cosa sia giusto pensare (e condividere) e cosa invece no. Inoltre, si può constatare che non esiste una regola univoca che detti quali siano le cause che conducono alla censura dei post, in quanto ogni social network ha una diversa politica di privacy e oltretutto, le modalità di censura variano anche a seconda del Paese di riferimento. 

Ad esempio il protocollo anti fake-news di Facebook è particolarmente stringente e severo: le linee guida di controllo, infatti, vengono aggiornate e aumentate ogni anno e comprendono cinque tipologie di contenuti censurabili: violenza, contenuti deplorevoli, sicurezza, integrità e autenticità, rispetto della proprietà intellettuale. Qualora un post rientri in una di queste categorie, scatta in automatico la censura e il post viene rimosso. Su Instagram invece i contenuti pericolosi vengono classificati in vietati e censurabili: nel primo caso, si tratta di contenuti contrari al decoro, che vengono automaticamente rimossi da Instagram. Nel secondo caso, si fa riferimento a tutti quei post border line che, seppur non vietati, sono poco raccomandabili e che quindi vengono declassati. Ancora più restrittive sembrano le norme adottate da Twitter: infatti, i contenuti che incitano all’odio e alla violenza

sono severamente vietati e in questi casi, Twitter contrassegna il tweet come “sensibile” e blocca temporaneamente l’account della persona che ha pubblicato il tweet fino a quando questo non verrà eliminato. Nei casi più estremi, invece, Twitter interviene cancellando direttamente i contenuti errati e sospendendo definitivamente l’accesso al social network. 

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