Così come nella vita reale, in cui ci sono leggi che regolano il linguaggio e il comportamento più appropriato da assumere in varie circostanze, anche nella vita virtuale, ossia sui social, ci sono alcune delle norme che regolano i contenuti pubblicati dagli utenti. È importante che ci siano delle limitazioni su ciò che può essere pubblicato online, poiché, trovandosi dietro uno schermo, si perde il contatto con la realtà trovandosi dietro ad uno schermo, non ci si rende conto che si  pubblicano dei contenuti ai quali chiunque potrà accedere e anche, se ci rivolgiamo direttamente ad un account, dietro ad esso vi è un essere umano come noi che va sempre rispettato. Queste normative sono utili perché, grazie ad esse, gli algoritmi dei social, e successivamente tecnici in persona, svolgono un’attività di censura di tutti quegli elementi offensivi, che incitano all’odio e alla violenza, pornografici, o che in generale non sono conformi alle linee guida del social network. Alcune volte le sanzioni sono più gravi e possono riguardare anche la chiusura dell’intero account. Tuttavia il problema si radica più a fondo, e non può e non deve essere risolto semplicemente con la repressione di contenuti di un certo tipo; il danno sta nelle stesse azioni, che nemmeno nella vita quotidiana dovrebbero essere compiute, ma anzi punite per far capire che in nessuna forma sono ammesse.

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