Twitter ha sospeso l’account dell’ex presidente degli USA, Donald Trump, dopo aver rimosso tre tweet che contenevano incitazioni alla violenza. Il social ha reso noto di essere pronto a bloccare in maniera definitiva l’account di Trump se le violazioni continueranno o se non verranno cancellati i tweet ritenuti offensivi.
Spesso, quando un utente crea un profilo su una piattaforma social, non si sofferma a leggere le regole che tutelano la comunicazione di informazioni, come per esempio ricordarsi che dietro ad un computer c’è una persona, rispondere con educazione e ammettere di aver sbagliato nel caso si condividesse una notizia sbagliata.
L’utilizzo di questi strumenti è inevitabile ed è diventato un vero e proprio modo di conversare con familiari e parenti lontani o ritrovare vecchi amici. Proprio perché nascosti dietro una tastiera, spesso ci si permette di usare un linguaggio poco appropriato, quando non offensivo, e ci si sente autorizzati a criticare e a prendere posizione pur se non espressamente richiesto.
Anche personaggi pubblici, aziende ed esercizi commerciali utilizzano i social network per promuovere i loro pensieri o le loro attività e le regole per essere attivi su queste piattaforme sono le medesime e ben precise. È importante essere trasparenti e non condividere false informazioni, citare le fonti ed utilizzare un linguaggio corretto.
È giusto che anche sui social ci siano delle regole che stabiliscano il confine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è, così come esistono delle regole da rispettare in una squadra, in famiglia, a scuola e in qualsiasi luogo in cui ci si incontra .
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