C’è piena libertà di espressione sui social? Possiamo dire che siamo liberi di fare e dire quello che vogliamo anche nelle relazioni virtuali? Se si pensa alle libertà, di cui godiamo ampiamente oggi nella vita di tutti i giorni, si potrebbe affermare che anche sui social queste siano garantite. Ma è davvero così? 

Normalmente gli utenti dei social assumono nelle piattaforme virtuali gli stessi comportamenti che avrebbero nella vita reale. Se così non fosse, o meglio se non ci fosse un minimo di controllo, i social diventerebbero un luogo di barbarie di ogni genere. Di certo non siamo liberi di fare e dire tutto quello che vogliamo, giustamente, perchè se sui social non ci fossero delle regole da rispettare il mondo andrebbe in totale caos. Ad esempio, senza delle regole, tutti possono incitare alla violenza, e ci sarebbero guerre ovunque.

Eppure sono sempre più frequenti fenomeni di devianza dalla norma che preoccupano le autorità poiché la loro continua crescita sembra essere proporzionale alla diffusione dei social nella popolazione. 

Un tempo le persone non erano dipendenti dai social o dal telefono, perchè non esistevano, e il tempo libero era occupato da sane passeggiate con gli amici, e da gradevoli chiacchiere vis a vis. Non era possibile mascherarsi dietro ad uno schermo. Oggi, capita spesso di incontrare per strada gruppi di giovani che invece di parlarsi preferiscono interagire con il proprio telefono lasciando che esso domini anche quei momenti di reale convivialità. Del resto va anche detto che al giorno d’oggi non c’è nulla che si faccia senza  cellulare, esso ormai è uno strumento molto utile e prezioso, che offre diverse applicazioni che facilitano sia la vita professionale che quella privata. 

Detto ciò, però, è evidente che l’abuso di questi strumenti provoca un aumento sensibile di aggressività, specie nei giovani. Un esempio di elevata aggressività in rete è il cyberbullismo, che è una forma di ricatto, aggressione, ingiuria, diffamazione in rete. Per fermare questo grave comportamento è stata introdotta una legge, l’articolo 71, che ha come obiettivo quello di contrastare il fenomeno. La libertà di espressione, quindi, è più limitata sui social poiché è più facile utilizzare questa libertà in modo errato e perché il sistema di controllo è difficilmente applicabile. Una giusta decisione è stata quella di vietare di postare foto o video senza il consenso delle persone coinvolte o mettere informazioni private, in rete, che poi diventano un divertimento pubblico. Secondo la libertà di espressione noi abbiamo il diritto di ricevere e diffondere informazioni e idee con ogni mezzo, ma è nostro diritto, anzi un dovere, quello di non rendere questa libertà dannosa per le altre persone. Utilizziamo questa libertà nel modo corretto, diffondendo informazioni vere che possono essere utili e interessanti per la comunità e cerchiamo di rendere i social un mondo migliore di quello che è.

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