Già nel 2015 Bill Gates, fondatore della Microsoft, denunciava lucidamente il fatto che nel mondo si continuasse a investire nelle armi e si fosse invece smesso di investire nella ricerca volta alla lotta contro i virus, il che avrebbe aumentato esponenzialmente le probabilità che la popolazione mondiale rischiasse di estinguersi, non a causa delle guerre, ma proprio a causa di una ipotetica pandemia. Virus, e non missili, dunque, erano lo spettro.  Anziché pensare che Gates sia un profeta, un indovino o altro, bisogna riconoscere che con le informazioni che possedeva, ha fatto una previsione fondata su dati inequivocabili. Quanti altri scienziati e uomini di Stato, invece, dati alla mano, si sono fatti sorprendere dal Coronavirus? Questo è incredibile (e molto grave), non le “sconcertanti” profezie di Gates. Adesso, sempre lui sostiene che torneremo alla normalità post COVID solo nel 2022 e forse, visto che la sua prima previsione si è concretizzata, bisognerà credergli sulla parola e pazientare ancora per lunghi mesi.

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