Le Profezie. Esistono davvero o richiamano un semplice fatto statistico di probabilità? O ancora, sono forse da intendersi come inverosimili fantasie che, a forza di essere nutrite dalla mente umana, prima o si avverano? 

Proviamo a rispondere. Il concetto di profezia è sempre esistito: l’Antico Testamento, quindi il cristianesimo cattolico, si sono modellati sui racconti dei profeti e sulle rivelazioni di Dio; lo stesso Gesù fu detto il “Profeta”, venuto ad annunciare il Regno dei Cieli.

Gli astronomi, prima di procedere con le loro ricerche, osservavano le stelle e, in base alle loro posizioni sui pianeti, sceglievano direzioni da prendere per i loro approfondimenti o traevano conclusioni.

Il legame, dunque, tra l’incognito e le “leggi” che lo regolano ha sempre affascinato l’essere umano fino ai giorni nostri, ove il tema delle profezie torna ad essere ancora più attuale, in virtù delle possibilità che offre rispetto allo studio della pandemia e alle possibili soluzioni della crisi globale. 

Basti pensare a come, nel 2020, il libro Profezie, scritto dall’autrice Sylvia Browne (1936-2013), esperta di paranormale, non solo è andato letteralmente a ruba ma ha anche stimolato il web alla discussione, tanto che i social hanno rivelato pareri affini, discordanti e forti spinte divisive sul tema. Le pagine di “Profezie” (2004), infatti, richiamano l’avvento di una malattia, simile ad una polmonite, che nel 2020 avrebbe colpito tutto il mondo.

 Ancora prima della Browne, e precisamente nel 1981, un altro scrittore americano, Dean Koontz, descrisse, in The eyes of darkness, la creazione di un virus come arma biologica, all’interno di un laboratorio della cittadina cinese Wuhan, e la sua diffusione, per un errore umano, fra la popolazione.

Certamente, ciò che è inspiegabile ha il potere di accattivare, attrarre, affascinare la curiosità; credo, però, che sia necessario distinguere tra i vari ciarlatani di turno che, a scopo di lucro, “predicono” il futuro, usando le mani o le carte, e chi, invece, struttura le proprie ipotesi su studi, esperienze, ricerche. 

Ma, in ogni caso, sebbene sia probabile che il destino di ognuno sia già stato scritto, è assolutamente da rivendicare, a vantaggio dell’uomo, il “libero arbitrio”, attraverso il quale egli completa la sua strada e spesso riesce a sottrarsi alla forza del male. 

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